La gestione del tempo legata allo smart working è oggi grande argomento di discussione. Lo smart working per qualcuno era già un’abitudine, per molti altri è diventata una necessità per i motivi che tutti conosciamo.
Efficacia ed efficienza non sono immediatamente visibili a chi si è trovato catapultato nel poter/dover lavorare da casa in situazioni domestiche di già difficile gestione.
L’organizzazione del proprio tempo diventa una questione fondamentale per far fronte alle richieste professionali e personali. La forte necessità è quella di cambiare il punto di vista, la prospettiva di approccio al lavoro: non più basato sull’orario del lavoro, ma sul raggiungimento di obiettivi.

Quando parliamo di tempo possiamo considerare questa suddivisione:

  • il tempo pieno: dedicato ad attività produttive per raggiungere i nostri obiettivi lavorativi e personali,
  • il tempo vuoto: dedicato a ricaricare le energie,
  • il tempo sprecato: buttato alla rincorsa di distrazioni a basso costo

Questa strutturazione del tempo apre a tre sfide:

La prima sfida: definisci i tuoi obiettivi. Il tempo pieno è dato dalla concretizzazione di attività finalizzate al raggiungimento dei propri obiettivi.
Come costruire obiettivi chiari? Usando l’acronimo SMART.

  • S = Specific (Specifico): deve esprimere chiaramente cosa, come e perché lo vuoi ottenere, deve essere concreto e positivo
  • M = Measurable (Misurabile): devi essere in grado di verificarlo (aumentare la produzione del 10%)
  • A = Achievable (Raggiungibile): deve essere stimolante e commisurato alle risorse e alle capacità che ritieni di avere
  • R = Realistic (Realistico): deve essere pianificabile e valere la pena in rapporto costi/benefici
  • T = Time-Based (Temporizzabile): deve essere definito nel tempo, e prevedere step di verifica. Se un obiettivo non ha una scadenza non è un obiettivo è un desiderio!

La seconda sfida: trova il tuo momento vuoto. È fondamentale costruire la tua stress recovery routine: imparare ad alternare momenti di concentrazione totale a momenti di riposo, il tempo vuoto. In pratica dai il tuo massimo e poi stacca la spina per ripartire carico, scegliendo con attenzione cosa fare in questo tempo. Il tempo vuoto va speso allontanando la testa dal lavoro. Una passeggiata nella natura, un giro dell’isolato, una tazza di tè, una chiacchierata con un’amica a parlare di smalti. Parlare di smalti (del più e del meno :p) lo trovo molto ristoratore per il mio umore e il mio cervello. Poi, facci caso: le idee migliori spesso ci arrivano mentre siamo rilassati! Una giusta dose di noia alimenta la nostra creatività rigenerando la nostra mente. La creatività è un’attività mentale attraverso la quale nel nostro cervello si forma un’idea, abbiamo una sorta di rivelazione. L’ispirazione arriva quando non la stiamo cercando. Viene stimolata quando ci distacchiamo dai nostri abituali modelli di pensiero: i momenti vuoti sono un ottimo incubatore di creatività.

La terza sfida: non confondere il tempo vuoto con il tempo sprecato.

Presta attenzione alle attività superficiali che occupano il tuo tempo e te lo fanno perdere. Controllare in continuazione i messaggi sullo smartphone, accedere a Facebook o ad altri social “giusto per dare un’occhiata”, prestare attenzione a compiti che si potrebbero rimandare o addirittura non fare è tempo sprecato, non serve e potresti utilizzarlo facendo cose più piacevoli o funzionali.

Te ne sarai certamente accorto, non è possibile dilatare il tempo, è però possibile impegnarsi per avere un buon margine di controllo sul tuo. Iniziare a creare una routine alternando momenti pieni e momenti vuoti può essere complicato all’inizio, ma sicuramente funzionale quando diventa una buona pratica ed estremamente utile per rilassare la mente e godere al contempo di momenti di impreviste ispirazioni.

2 commenti su “Come vincere le sfide dello smart working? Trova il tuo momento vuoto”

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