Nelle ultime settimane la curva epidemiologica del virus SARS-CoV-2 sta subendo una nuova impennata. La seconda ondata, così come definita dagli specialisti, sta nuovamente condizionando la nostra quotidianità. Questo rinnovato momento di incertezza è terreno fertile per forti reazioni emotive di ansia, stress e paura.

La paura ha un grande potere: se ben gestita ci permette di agire con cautela. È la paura del contagio che ci ricorda di indossare la mascherina, di mantenere il corretto distanziamento sociale, di evitare il contatto con gli altri, di igienizzare continuamente le nostre mani. Scelte dolorose, ma funzionali alla nostra salute.

Da uno sguardo esterno le reazioni alla paura hanno marcate differenze tra le generazioni: i giovani sembrano essere meno coinvolti dalla paura del contagio e di conseguenza i comportamenti atti a prevenire il contagio sono messi faticosamente in pratica in diversi contesti.

Quello che traspare con più fatica è che i giovani non sono immuni alla paura del cambiamento. Le grandi trasformazioni nella quotidianità, dalla didattica a distanza all’impossibilità di aggregarsi, dalla recente introduzione del coprifuoco alle limitazioni a feste e momenti di svago in compagnia, stanno generando un profondo senso di aridità emotiva.

l cambiamenti degli ultimi mesi sono stati subìti dai giovani, spesso scarsamente affrontati. Forse per la paura dell’incertezza, forse per una percezione del rischio differente o ancora per uno scarso interesse alla comprensione di quello che sta accadendo fuori dal loro mondo.

Cosa riportano i giovani durante i colloqui?
Una delle sfide più grandi, in questo momento, sembra quello di sentirsi parte di qualcosa. Il bisogno di essere gruppo, di sentirsi parte integrante di un insieme di persone, provando senso di appartenenza e stimolando la propria identità nel confronto dei ruoli con i pari, è la mancanza più grande che viene percepita. L’aggregazione sta cedendo il posto ad una profonda solitudine digitale.

Quali sono i sintomi più frequenti?
Le ripercussioni più ampie che stiamo osservando sono legate ai disturbi dell’umore:

  • bassa tolleranza alle frustrazioni
  • difficoltà a gestire la rabbia
  • profonda apatia
  • ansia generalizzata
  • scarsa motivazione

Queste reazioni emotive portano effetti anche sul comportamento:

  • disturbi del sonno
  • disturbi gastro intestinali
  • fobia sociale
  • paura alla guida

A cosa prestare attenzione?
È fondamentale non sottovalutare l’influenza che i grandi cambiamenti di questi mesi stanno esercitando sulla popolazione più giovane. Il ruolo della famiglia in questo momento è più che mai centrale. Creare del tempo per l’ascolto e la condivisione dei propri vissuti emotivi e momenti di confronto su “come ci sentiamo” è un primo e importante passo che il nucleo familiare può fare, per aiutare i giovani a guardarsi dentro con onestà sentendosi parte di qualcosa di più grande.

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