Qual è il tuo talento? Autoefficacia e fiducia in sé

Hai mai pensato a quali siano i tuoi talenti? A cosa sei portato?

Il talento è una capacità innata, un’inclinazione naturale. Tutti noi siamo portatori di unicità: esiste almeno un aspetto speciale in ognuno di noi, ma non tutti abbiamo gli stessi interessi e le stesse inclinazioni. Il talento, per essere realmente tale, va riconosciuto, curato e vissuto.

Perché è importante essere consapevoli dei nostri talenti?

Entrare in contatto con le nostre capacità e averne piena consapevolezza ci permette di coltivare e sfruttare questi doni, potenziando quelli che, dal nostro punto di vista, possono essere rilevanti per il raggiungimento dei nostri scopi.

I nostri talenti, infatti, possono influire sulla scelta dei nostri obiettivi: la consapevolezza di avere una naturale inclinazione verso uno sport, ad esempio, ci porterà a scegliere un’attività fisica piuttosto che un’altra. O ancora avere coscienza di essere più portati per attività pratiche e manuali ci porterà a scegliere un’attività lavorativa più incline alle nostre competenze ed interessi .

Talenti… ad esempio?

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È necessario investire sul proprio talento tempo ed energie,  prendersene cura e avere consapevolezza della sua utilità per raggiungere il traguardo auspicato e il cambiamento desiderato. Per prima cosa dobbiamo chiarirci quali siano i nostri doni, in cosa ci sentiamo unici e speciali. Quindi valutare se vale la pena impegnarsi a coltivare un talento piuttosto che un altro in linea con quelli che sono i nostri desideri e sogni personali.

Prenditi del tempo per riflettere su di te.

I MIEI TALENTI

Il talento si sposa con il piacere: fare le cose con piacere ripaga l’impegno speso e ci motiva a essere perseveranti. Un’attività compiuta nel rispetto del proprio talento porta gioia, alla realizzazione e soddisfazione personale, creando ricordi piacevoli dell’attività vissuta.

Quando ti piaci? Quando dai il meglio di te?

I nostri talenti ci aiutano a definire il nostro valore come persona, aumentando la nostra autostima, per questo vanno valorizzati ed espressi al massimo. Immaginiamo di organizzare i nostri talenti in una speciale cassetta degli attrezzi che, a necessità, possiamo scegliere e estrarre quello migliore che ci permetta di raggiungere il nostro scopo: sono le nostre risorse alle quali attingere in momenti speciali della nostra vita e sulle quali fondare le nostre aspettative. Grazie a queste competenze uniche possiamo chiarirci cosa ci ha aiutato a raggiungere i nostri traguardi e in che modo potrebbe aiutarci per definire nuovi obiettivi. Diventiamo consapevoli di cosa possiamo offrire agli altri e al contempo riconoscere ed apprezzare i doni altrui.

Ti fidi di te?

Per mettere a frutto il proprio talento conta il “fare”: è necessario mettersi in gioco! Contano le azioni –e la fatica- che facciamo per raggiungere, con volontà, impegno e motivazione il nostro obiettivo. La psicologia parla di autoefficacia percepita in riferimento alla fiducia che ognuno di noi ha sulle proprie capacità. Mettiamo in atto delle azioni specifiche con la finalità di raggiungere gli effetti desiderati. La percezione della nostra autoefficacia ci permette di scegliere in autonomia degli obiettivi realistici, ma anche ambiziosi, che desideriamo perseguire. L’autoefficacia viene rafforzata dal successo ottenuto e dal talento mostrato perseguendo l’obiettivo desiderato.

E se fallisci?

I talenti vanno messi in pratica. È importante avere una predisposizione iniziale, una dote, ma come anticipato, il talento va allenato. A volte però la nostra motivazione e le nostre risorse non sono sufficienti per raggiungere un determinato obiettivo o il cambiamento auspicato. In questo caso è importante percepirsi in grado di  mantenere un impegno e non cedere allo sconforto. Comprendere che il fallimento sia circoscritto a quella situazione e non a tutte le dimensioni della nostra vita è cruciale, per non abbattersi. Rispondere agli imprevisti o ai fallimenti che possiamo vivere, riuscire a reagire in modo appropriato alle possibili frustrazioni ci aiuta a sviluppare una sorta di vaccinazione allo stress, evitando di cadere nella sua morsa. Le difficoltà che incontriamo sul nostro percorso, o le piccole cadute nelle quali possiamo incorrere, ci aiutano a comprendere il valore che ha l’impegno continuo e la motivazione. Nei momenti complessi e particolarmente sfidanti la perseveranza e la convinzione di farcela affinano la nostra capacità di resilienza,  permettendoci di riemergere più forti di prima e con un bagaglio di risorse aggiuntive dal quale attingere al bisogno. La fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità dipende da come elaboriamo e percepiamo le situazioni, più che dalla nostra prestazione in sé. Raggiungere un traguardo, anche piccolo, permette a ciascuno di noi di sentirsi efficaci e performanti, ed avere la convinzione di avere le doti ed i requisiti per andare ben oltre il risultato ottenuto, aumentando la fiducia nelle nostre competenze.

A cosa prestare attenzione? Come nasce l’autoefficacia?

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Sei pronto a creare il tuo elenco di talenti? Sei consapevole dei tuoi desideri e di quale siano le strade da percorrere per raggiungerli? 

Ti serve un aiuto per capire quali attrezzi hai già a disposizione e cosa aggiungere al tuo elenco? Scrivimi!

 

Se potessi iniziare una nuova attività cosa faresti? Tra Freud e Motivazioni

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Domanda eccezionale!

Me la sono posta tantissime volte! Diploma da insegnante della scuola dell’infanzia, mi sono iscritta alla facoltà di psicologia perchè da ragazza coltivavo il sogno di scrivere un libro sullo sviluppo psicosessuale del bambino.  Alle superiori avevo scelto il titolo: “A letto con Freud“. Ma la vita è così, imprevedibile, ed eccomi qui: libera professionista, consulente e formatrice che si destreggia tra aziende e clienti privati adulti e adolescenti.

Un libro però l’ho scritto, dopo un annetto dalla fine del mio percorso del  mio dottorato. Nulla a che vedere con bambini o Freud. Si intitola “Tecnologie emotive. Nuovi Media per Migliorare la Qualità della Vita e Ridurre lo Stress“. Dacci un occhio!

Contenta? Sì certo! Soddisfatta? Moltissimo!

Ma questa domanda me la faccio ancora. Se non fosse andata così cosa avrei fatto? Se volessi mischiare nuovamente le carte in tavola in cosa mi butterei? Mi sento molto realizzata in quello che faccio, ma gli imprevisti, le sfide, le difficoltà che tutti noi incontriamo sul lavoro, alle volte mi fanno pensare “e se decidessi di cambiare vita e buttarmi in tutt’altro? Un lavoro più stabile, uno stipendio fisso, delle tranquillità che oggettivamente al momento non ho. Cosa farei?”

Sono diverse le risposte che mi sono data negli anni: la dogsitter vince sempre su tutte, aria aperta, passeggiate, animali! Ma sono passata anche per la guida alpina, la maestra di pilates… Effettivamente tutte professioni lontane dalla stabilità, ma cosa ci posso fare, è la mia forma mentis, non si scappa!

Di una cosa sono certa. Posso fare tutto quello che voglio! Tutto. Perchè una delle cose più importanti che servono quando si prende una decisione, quando si sceglie la direzione da prendere, la via da seguire, nella vita privata così come in quella professionale, è la motivazione. Se ce l’hai vai dove vuoi!

Cos’è la motivazione? Cosa vuol dire essere motivati?

La motivazione funziona esattamente come una molla: ci spinge ad agire, a muoverci, a rincorrere un desiderio, un obiettivo, un cambiamento, risponde ad un nostro bisogno. Non è stabile, varia nel corso della vita, nei diversi ambiti della vita ed a seconda delle persone che viviamo.

Esistono le motivazioni primarie, che rispondono ai bisogni fondamentali per la sopravvivenza, come dormire, bere e mangiare. E le motivazioni secondarie,  espressione di bisogni più complessi, di natura individuale (realizzazione di sè)  e sociale (amore, appartenenza, cooperazione).

Da cosa dipende?

Dipende da quelli che sono i nostri desideri, dalle aspettative che abbiamo nei confronti della nostra vita e delle nostre scelte, fatte per raggiungere un obiettivo.

Dipende dal nostro grado di autostima, da quanto ci vogliamo bene e quanto crediamo in noi.

Dipende dalla nostra percezione di autoefficacia, da quanto siamo convinti di essere capaci di affrontare una specifica sfida.

Questi tre ingredienti vanno a creare la base della tua motivazione.

Ogni scelta che compiamo è spinta da motivazioni differenti, personali o di interesse più ampio: soldi, affetto, amore, successo, benessere personale, supporto sociale…

E a te cosa ti motiva? Cosa ti spinge a compiere delle scelte? E cosa faresti se decidessi di iniziare una nuova attività?

Hai mai dubitato di te?

autostima.jpgQuanto ti conosci?

Eheheh solitamente non si risponde ad una domanda con un’altra domanda, ma facciamo un’eccezione in questo caso!

Perchè? Beh perchè voglio farti riflettere sulle cose belle che fai, sulle tue potenzialità e sulle tue risorse, sul modo in cui affronti  i problemi e le scelte della vita… insomma sulla tua autostima!

Cos’è l’autostima?

E’ il giudizio positivo che ciascuno di noi si attribuisce, la fiducia che ciascuno di noi ha delle proprie capacità, il sentirsi bene con noi stessi. E’ un aspetto in continua evoluzione: si costruisce giorno dopo giorno. Dipende da come ci percepiamo e  da come vorremmo diventare: in pratica se come vorremmo essere (il sè ideale) è vicino a quello che siamo (il sè reale) abbiamo una buona dose di autostima, ci sentiamo soddisfatti di noi! Avere fiducia in sè stessi è il primo passo per arrivare alla crescita personale… e al successo professionale 😉 : siamo più determinati e motivati a voler raggiungere i nostri obiettivi. Ci sentiamo ingaggiati ed in carreggiata, pronti ad iniziare nuove avventure, convinti di riuscire a raggiungere le nostre mete.

Al contrario chi ha una bassa autostima non si sente sicuro del proprio valore ed ha sempre paura di compiere delle scelte sbagliate. Quando vive un fallimento, per quanto piccolo, soffre moltissimo, quando invece ottiene un buon risultato tende a sminuirlo, non dandosi il  giusto merito del traguardo raggiunto.

Le domande cruciali quindi sono due:

  1. “Cosa penso di me?”
  2. “Cosa è importante per me?”

Il discorso è sicuramente ampio e non è possibile esaurirlo in poche righe … ma voglio metterti la pulce nell’orecchio ed invitarti ad iniziare a riflettere su quanto vali e come, in certe situazioni, sei più volenteroso e motivato a rimboccarti le maniche per portare a termine un lavoro… mentre in altre ti sembra di non sapere da che parte girarti per risolvere l’inghippo incontrato.

Ci hai mai pensato? Hai chiaro quali siano i tuoi punti di forza? E i tuoi limiti? Sei consapevole di cosa ti spinge a compiere scelte e cosa ti costringe a rimandare altre decisioni?

SOS autostima contattami per fare due chiacchiere… ma prima magari leggi qui sotto, e inizia a pensarci un po’ sù

Come accrescere l’autostima? Ecco… giusto un assaggio in tre piccole mosse

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