Ti compri spesso dei fiori? …emozioni allo sbaraglio :D

Si!!! Mi piacciono e  mi rallegrano. Chiaramente amo quando me li regalano… ma da giovane donna cresciuta con qualche idea femminista tramandata dalla mamma, nella mia totale autonomia me li compro volentieri, ma non disdegno la raccolta nei campi 😀

Margherite e girasoli i miei preferiti!

emozioni-fioriQualche tempo fa, durante un colloquio con una cliente, ho chiesto di descrivermi la sua casa. Si lamentava di provare forti sensazioni di ansia quando si trovava a casa da sola. Nonostante spesso cercasse episodi di solitudine, successivamente si pentiva di non avere accanto a sè delle amiche e confidenti nelle sue lunghe serate. Bene, una volta che mi ha fatto capire, a grandi linee, come fosse la sua casa (non tanto la grandezza,  quanto l’arredamento), le ho dato un compito… emh… mi capita di farlo, la prof che è in me esce in ogni occasione 😉

Il compito era facile, ma complesso forse nella sua realizzazione: avrebbe dovuto cercare di rendere più confortevole la sua casa. Scegliere foto per adornare le pareti, coperte o cuscini colorati per il divano, insomma quello che desiderava, ma che dal suo punto di vista avrebbero reso la casa calda e bella da vivere. Il mio obiettivo era quello di farle percepire le sue 4 mura non come non un luogo vuoto, ma silenzioso, non un luogo triste, ma fatto di piccole e piacevoli cose che le avrebbero permesso di sentire calore nel cuore appena attraversato l’uscio. Il rientro a casa non doveva essere vissuto come un momento ansioso, ma un’esperienza durante la quale circondarsi di cose belle che rallegrano lo spirito e l’umore e scelte da lei. La sua  casa, il suo spazio!

Beh è riuscita in poco tempo a crearsi il suo piccolo mondo, nel quale rifugirasi per avere sollievo da giornate impegnative. Con orgoglio mi ha mostrato delle fotografie di porte addobbate dai disegni dei nipoti, pareti ricche di immagini e frasi motivazionali (quelle le ho anche io!!!) e un mazzo di fiori bellissimo che si ergeva proprio all’ingresso.

Non conosco il linguaggio dei fiori, non mi sono mai interessata o appassionata all’argomento, mi piacciono e punto. Quindi non so cosa voglia dire avere qualche piantina di orchidea in bella mostra o il significato del mio giga vaso di lavanda, messo a dura prova da questo rigido inverno e dalle unghiette del mio coniglio, sul balcone. Ma la mia cliente, come me del resto, si è resa conto che i colori vivaci dei fiori, le forme asimmetriche di alcuni petali, il profumo di certe varietà di erbe aromatiche, cambiano la prospettiva: la casa è viva!

Quello che percepiva non è vuoto è silenzio!

E tu? Ti compri spesso i fiori? Quali strategie hai adottato per rendere la tua casa un luogo piacevole da vivere? Ti capita mai di sentirti un po’ troppo solo e nello stesso tempo la scarsa voglia o motivazione di stare in compagnia?

Qual è stato il punto di svolta nella tua vita?

Una mia cara amica spesso ripete “chi nasce rotondo non può morire quadrato“.

Con il mio lavoro cerco di aiutare le persone ad uscire da una situazione di stallo e migliorare la loro qualità della vita, tirando fuori il meglio di loro, evidenziado i punti di forza e le risorse personali che ciascuno di noi ha, suggerendo nuove vie per raggiungere la felicità e il benessere.

Non posso, quindi, essere d’accordo con questa affermazione!

La vita è una continua evoluzione: maturiamo, compiamo scelte, prendiamo decisioni… tutte azioni che, inevitabilmente, portano ad un cambiamento, a volte piccolo e silenzioso, altre volte più sentito, magari sofferto, forse inaspettato.

Cos’è un punto di svolta?

Un evento, un momento della nostra vita in cui ci sentiamo pronti ad evolvere e ci lanciamo con entusiasmo e voglia di fare in una nuova avventura! Uno slancio verso la crescita personale o anche professionale.

Ma gli eventi sono improvvisi, non sempre è possibile prevedere quello che accade in noi ed intorno a noi. Non sempre è piacevole cambiare, non sempre lo facciamo per nostra scelta e, a volte, abbiamo paura… di sbagliare, di compiere una scelta errata, di prendere una direzione inconsapevoli che sia o meno la strada giusta, o comunque la migliore per noi!

Come funziona il cambiamento?

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Di Clemente e Prochaska nel 1998 (lasciami fare un pochino la secchiona) hanno teorizzato il Modello Transteorico del Cambiamento, definendolo come un processo diviso in 6 fasi. Si parte dal momento in cui la persona non sa di dover cambiare, ma sente che qualcosa non va, è insofferente e non capisce bene cosa stia succedendo (Precontemplazione). Poi ecco… il punto di svolta arriva! Succede qualcosa o comprende finalmente qualcosa che lo porta a capire che è il momento di passare oltre di evolvere… di cambiare (Contemplazione). Con la Determinazione si decidono gli obiettivi (meglio uno alla volta) e si traccia il piano di azione, specificando step by step le attività da fare, diventando consapevoli di quelle che sono le nostre risorse, capendo quello che ci serve per raggiungere il nostro tragurado e avendo chiaro dove andare a cercare aiuto quando e se ne avremo bisogno. Mantere i buoni propositi è l’ultimo passo, per poi poter finalmente godere dei benefici dell’avvenuto cambiamento.

Il processo è lineare e, detto così, sembra anche abbastanza semplice o comunque ben strutturato. In ogni fase però è possibile cadere, o meglio ricadere, come direbbero gli autori, allo step precendente, per mancanza di energia, voglia, perchè percepiamo che le nosre risorse non siano sufficienti o perchè la nostra motivazione a volte viene meno.

Ecco… qui intervengo io 😀 sei in una botte di ferro!

In che modo posso aiutarti?

Il cambiamento va a braccetto con due concetti (che ti spiegherò in un altro momento): la fiducia e l’importanza, e può capitare che possano vacillare! Il nostro lavoro insieme inizerà proprio da qui, capire quanto è importante per te cambiare e quanta fiducia hai nelle tue potenzialità per poterlo fare!

Cosa ne dici? Qual è stato il tuo punto di svolta? Ne hai già avuto uno? Cercato e voluto o ci sei… caduto dentro? Ci hai mai pensato?