In quante case hai vissuto? Cosa ti porti a dietro quando cambi

35 anni e poco più, ad oggi vissuto in 3 case.

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La prima da figlia con la mia famiglia

La seconda nel mio periodo da dottoranda

La terza da libera professionista.

3 case. 3 vite.

Esperienze così diverse, così lontane l’una dall’altra che, se penso alla strada fatta, al tempo passato, ecc ecc ecc mi vengono i brividi.

La mente si attorciglia sui momenti passati, sulle scelte fatte o per quelle lasciate fare ad altri, per paura o pigrizia, per troppi dubbi o terrore di dover prendere delle responsabilità, che non sempre sentivo come mie.

Cosa ti porti dietro quando cambi casa?

Cosa ti porti dietro quando cambi?

Durante una delle mie lezioni in Cattolica affronto la tematica dello stress: come nasce, come si alimenta, come si misura, e presento alcune tecniche per imparare a gestirlo (#momentosecchiona)

Alla fine degli anni ’60 Holmes e Rahe conducono una ricerca finalizzata a capire quali siano i momenti più stressanti della vita delle persone. L’obiettivo era duplice: creare un elenco di eventi emotivamente stimolanti ed associare, a questa lista, un punteggio da 10 (evento significativo ma poco stressante) a 100 (evento significativo e molto stressante).

La cosa interessante, non ovvia bada bene, è che anche gli eventi piacevoli portano con sè momenti di stress. I ricercatori, nella loro “Scala degli eventi” (Social Readjustment Rating Scale – SRR) elencano 43 situazioni, che potenzialmente potrebbero accadere nella vita di un individuo, ed invitano i partecipanti a segnare quali, degli eventi descritti, hanno vissuto per capire in che percentuale il soggetto si senta stressato o possa soffrire nell’immediato futuro di sintomi correlati allo stress. Non ti snervo con cut-off o pesi, mi piaceva l’idea di farti pensare che anche le vacanze stressano 😉 ma forse già lo sapevi!

I periodi di ferie, il Natale, un traguardo personale o professionale raggiunto, il matrimonio e, eh sì, e anche il cambio di residenza ed il trasloco stressano!

Perchè anche le cose belle ci fanno sentire una forte ansia? Perchè i bei momenti possono essere accompagnati da sensazioni di stress ed inadeguatezza?

Beh perchè portano a dei cambiamenti, solo che non sappiamo bene a quali! Arriviamo al momento del “non so cosa mi succederà” e del “se mi dovesse andare male cosa faccio”? E carichiamo di pensieri, paure, ansie gli eventi, la maggior parte delle volte prima che accadano, provando emozioni ambivalenti e perdendo di vista una delle cose più importanti: come mi sento adesso! Cosa mi spinge a fare questo passo? Sono certa che ce la farò!

Non volevo fare una lezione sullo stress, e certamente non lo è! Ma farti riflettere che, tra gli altri episodi, anche cambiare casa – andando a coronare il tuo sogno di indipendenza, o il tuo desiderio matrimoniale – è molto molto attivante (per non dire stressante!).

La paura di cosa questo momento ti riserva, deve cedere il posto, una volta elaborata, alla consapevolezza che le esperienze vissute nella tua “vita di prima”, per quanto a volte complesse, ti abbiano dato molto ed offerto le basi per cavartela anche in questa nuova vita.

Nella prima casa ho imparato a fare il letto, a riempire la lavastoviglie con una precisione millimetrica e ottimizzando al meglio lo spazio, a cucire i bottoni, a stirare.

Nella seconda casa ho imparato a  cucinare, ho scoperto che i cereali creano dipendenza, che effettivamente non sono proprio fatta per stirare.

Nella terza casa ho capito che sono un x-man: grazie al mio cane adesso ho piena consapevolezza che non ho bisogno di molte ore di sonno, credo… Ho imparato che se non ti metti in gioco nessuno gioca per te, e che sono super fortunata perchè ho una famiglia.

Adesso passo la palla a te! In quante case hai vissuto? Cosa hai imparato? Lo sai cucinare il polipo affogato?

Ti compri spesso dei fiori? …emozioni allo sbaraglio :D

Si!!! Mi piacciono e  mi rallegrano. Chiaramente amo quando me li regalano… ma da giovane donna cresciuta con qualche idea femminista tramandata dalla mamma, nella mia totale autonomia me li compro volentieri, ma non disdegno la raccolta nei campi 😀

Margherite e girasoli i miei preferiti!

emozioni-fioriQualche tempo fa, durante un colloquio con una cliente, ho chiesto di descrivermi la sua casa. Si lamentava di provare forti sensazioni di ansia quando si trovava a casa da sola. Nonostante spesso cercasse episodi di solitudine, successivamente si pentiva di non avere accanto a sè delle amiche e confidenti nelle sue lunghe serate. Bene, una volta che mi ha fatto capire, a grandi linee, come fosse la sua casa (non tanto la grandezza,  quanto l’arredamento), le ho dato un compito… emh… mi capita di farlo, la prof che è in me esce in ogni occasione 😉

Il compito era facile, ma complesso forse nella sua realizzazione: avrebbe dovuto cercare di rendere più confortevole la sua casa. Scegliere foto per adornare le pareti, coperte o cuscini colorati per il divano, insomma quello che desiderava, ma che dal suo punto di vista avrebbero reso la casa calda e bella da vivere. Il mio obiettivo era quello di farle percepire le sue 4 mura non come non un luogo vuoto, ma silenzioso, non un luogo triste, ma fatto di piccole e piacevoli cose che le avrebbero permesso di sentire calore nel cuore appena attraversato l’uscio. Il rientro a casa non doveva essere vissuto come un momento ansioso, ma un’esperienza durante la quale circondarsi di cose belle che rallegrano lo spirito e l’umore e scelte da lei. La sua  casa, il suo spazio!

Beh è riuscita in poco tempo a crearsi il suo piccolo mondo, nel quale rifugirasi per avere sollievo da giornate impegnative. Con orgoglio mi ha mostrato delle fotografie di porte addobbate dai disegni dei nipoti, pareti ricche di immagini e frasi motivazionali (quelle le ho anche io!!!) e un mazzo di fiori bellissimo che si ergeva proprio all’ingresso.

Non conosco il linguaggio dei fiori, non mi sono mai interessata o appassionata all’argomento, mi piacciono e punto. Quindi non so cosa voglia dire avere qualche piantina di orchidea in bella mostra o il significato del mio giga vaso di lavanda, messo a dura prova da questo rigido inverno e dalle unghiette del mio coniglio, sul balcone. Ma la mia cliente, come me del resto, si è resa conto che i colori vivaci dei fiori, le forme asimmetriche di alcuni petali, il profumo di certe varietà di erbe aromatiche, cambiano la prospettiva: la casa è viva!

Quello che percepiva non è vuoto è silenzio!

E tu? Ti compri spesso i fiori? Quali strategie hai adottato per rendere la tua casa un luogo piacevole da vivere? Ti capita mai di sentirti un po’ troppo solo e nello stesso tempo la scarsa voglia o motivazione di stare in compagnia?