Come ti sollevi il morale dopo una brutta giornata? Come nascono le emozioni

Come faccio a decidere se quella che sto vivendo è una bella o una brutta giornata? Come fanno gli eventi ad influenzare il mio umore? Quali effetti hanno le emozioni che provo nel mio cuore e nel mio corpo? Come nascono e cosa mi succede quando mi emoziono?

Le emozioni sono l’espressione della valutazione di una situazione.
Se valutiamo che l’evento che stiamo vivendo sia piacevole, positivo e utile per i nostri scopi e desideri l’emozione corrispondente che proveremo sarà positiva (soddisfazione, gioia, felicità…).

Al contrario se l’evento vissuto viene percepito come minaccioso per il nostro benessere, poco chiaro e non utile alle nostre finalità allora vivremo delle emozioni negative (rabbia, paura, angoscia, tristezza…).

Come nasce l’emozione?

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E’ la risultante di questo processo di valutazione, appunto, e viene influenzata anche da diversi aspetti che la caratterizzano ancor di più come una reazione soggettiva e personale. I nostri tratti di personalità (la nostra capacità di resiste e far fronte agli urti della vita -il coping-), le nostre abitudini (sonno, attività fisica, alimentazione), il clima ed il tempo (le stagioni, le ore del giorno, il meteo), il sesso e l’età e le attività sociali.

Insomma ad ognuno la sua risposta emotiva!

Cosa ci succede quando ci emozioniamo?

Le emozioni provocano cambiamenti a 3 livelli:

  • fisiologico: respirazione, battito cardiaco, digestione, sudorazione ecc
  • comportamentale: cambiano le espressioni facciali, la postura, il tono della voce, le reazioni (es la distanza nello spazio rispetto agli altri)
  • psicologico: si modifica la sensazione personale, il controllo di sé in base alle proprie abilità cognitive:  mi piace questa novità? Posso gestire questo cambiamento?

Si parla infatti di Competenza Emotiva facendo riferimento a quella capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni. Apprendendo strategie per fronteggiare le   frustrazioni, la collera, le paure, lo sconforto, ognuno di noi avrà maggiori risorse per reagire alle avversità e  per stabilire relazioni positive con altre persone.

Cosa significa?

Se imparo a riconoscere come il mio corpo e la mia mente reagiscono agli eventi -soprattutto negativi- posso comprendere quali reazioni aspettarmi, come abbassare il livello di intensità e modificare l’effetto dell’evento sul mio umore, migliorando il mio adattamento alle situazioni e nei contesti sociali.

Detto questo, oguno di noi percepisce e vive le situazioni in modo diverso, e quindi usa tecniche e strategie differenti per sollevarsi il morale: una passeggiata, un giro con le amiche, una tazza di tè con qualche dolcetto, un po’ di shopping, un salto in palestra. Tutte attività utili per qualcuno, non funzionali per altre.

Qual è il tuo segreto? Come ti sollevi l’umore quando la giornata sembra nera e che tutto e tutti remino contro di te? Forse la vera domanda nascosta qui sotto è: ma tu lo sai cosa ti provoca le tue reazioni ed emozioni negative? Capisci e sei consapevole di come il tuo corpo e il tuo umore cambia al cambiare delle situazioni e delle persone che ti circondano?

Io, nelle mie giornate “no”, mi bevo un caldissimo latte macchiato! Vado al bar con la mia cagnolina e mi vizio. Attenzione, non è un peccato di gola! E’ un modo, come possono essercene altri cento, di riportare la mia attenzione su di me, e sul qui ed ora, di prendermi del tempo per ascoltarmi e rielaborare quanto è successo, come l’ho vissuto e perchè mi ha fatto sentire come mi sento in quel momento.

Quindi, tu cosa fai per superare una giornata nera?

Ti compri spesso dei fiori? …emozioni allo sbaraglio :D

Si!!! Mi piacciono e  mi rallegrano. Chiaramente amo quando me li regalano… ma da giovane donna cresciuta con qualche idea femminista tramandata dalla mamma, nella mia totale autonomia me li compro volentieri, ma non disdegno la raccolta nei campi 😀

Margherite e girasoli i miei preferiti!

emozioni-fioriQualche tempo fa, durante un colloquio con una cliente, ho chiesto di descrivermi la sua casa. Si lamentava di provare forti sensazioni di ansia quando si trovava a casa da sola. Nonostante spesso cercasse episodi di solitudine, successivamente si pentiva di non avere accanto a sè delle amiche e confidenti nelle sue lunghe serate. Bene, una volta che mi ha fatto capire, a grandi linee, come fosse la sua casa (non tanto la grandezza,  quanto l’arredamento), le ho dato un compito… emh… mi capita di farlo, la prof che è in me esce in ogni occasione 😉

Il compito era facile, ma complesso forse nella sua realizzazione: avrebbe dovuto cercare di rendere più confortevole la sua casa. Scegliere foto per adornare le pareti, coperte o cuscini colorati per il divano, insomma quello che desiderava, ma che dal suo punto di vista avrebbero reso la casa calda e bella da vivere. Il mio obiettivo era quello di farle percepire le sue 4 mura non come non un luogo vuoto, ma silenzioso, non un luogo triste, ma fatto di piccole e piacevoli cose che le avrebbero permesso di sentire calore nel cuore appena attraversato l’uscio. Il rientro a casa non doveva essere vissuto come un momento ansioso, ma un’esperienza durante la quale circondarsi di cose belle che rallegrano lo spirito e l’umore e scelte da lei. La sua  casa, il suo spazio!

Beh è riuscita in poco tempo a crearsi il suo piccolo mondo, nel quale rifugirasi per avere sollievo da giornate impegnative. Con orgoglio mi ha mostrato delle fotografie di porte addobbate dai disegni dei nipoti, pareti ricche di immagini e frasi motivazionali (quelle le ho anche io!!!) e un mazzo di fiori bellissimo che si ergeva proprio all’ingresso.

Non conosco il linguaggio dei fiori, non mi sono mai interessata o appassionata all’argomento, mi piacciono e punto. Quindi non so cosa voglia dire avere qualche piantina di orchidea in bella mostra o il significato del mio giga vaso di lavanda, messo a dura prova da questo rigido inverno e dalle unghiette del mio coniglio, sul balcone. Ma la mia cliente, come me del resto, si è resa conto che i colori vivaci dei fiori, le forme asimmetriche di alcuni petali, il profumo di certe varietà di erbe aromatiche, cambiano la prospettiva: la casa è viva!

Quello che percepiva non è vuoto è silenzio!

E tu? Ti compri spesso i fiori? Quali strategie hai adottato per rendere la tua casa un luogo piacevole da vivere? Ti capita mai di sentirti un po’ troppo solo e nello stesso tempo la scarsa voglia o motivazione di stare in compagnia?

A quale vacanza ripensi con più nostalgia?

nostalgia.jpgQuando ero ragazzina aspettavo con il cuore in mano il momento dello sviluppo delle fotografie fatte in vacanza.

Non c’erano le macchine digitali, figuriamoci i cellurari!

Era quello il momento in cui mi lasciavo totalmente trasportare dai ricordi, cercando di riportare alla mente come stavo, con chi ero, che cosa stessi facendo, quali profumi stessi scoprendo nel momento in cui scattava il “click“.

Quanta nostalgia che provavo! E che provo tuttora alla fine di una nuova avventura. Mi definirei una persona molto nostalgica in effetti.

Hai mai provato questa sensazione? Ti sei mai sentito nostalgico al termine di un viaggio… o magari anche di una bella serata in compagnia? Come ti sei sentito? Quali pensieri hai avuto?

Ma cos’è la nostalgia? A cosa serve?

La nostalgia è un’emozione.

L’emozione è l’esito di un processo di valutazione della situazione che stiamo vivendo. Praticamente… noi valutiamo ogni evento che viviamo. Più o meno consapevolmente decidiamo se sono situazioni piacevioli o spiacevoli, se sono nuove o già vissute, se abbiamo gli strumenti per superare le difficoltà che potremmo incontrare, ed in caso opposto cerchiamo chi possa aiutarci.

Non mi addentro troppo, avremo modo di parlare delle emozioni, ma il punto centrale è che ogni emozione che proviamo durante il giorno è la risultante di questa riflessione. Infatti se valutiamo che la situazione è piacevole, che ci sentiamo bene in quel momento e in quel contesto proveremo un’emozione positiva (gioia, soddisfazione, interesse). Al contrario se valutiamo la situazione come spiacevole proveremo delle emozioni negative (noia, tristezza, rabbia).

La nostalgia è quell’emozione che ci porta a pensare a qualcosa del passato, un passato che non possiamo chiaramente rivivere: potremmo immaginarla vicina alla tristezza, quindi ad uno sguardo rapido potrebbe sembrare un’emozione negativa. Ma accanto alla consapevolezza e quindi all’accettazione del tempo che non può tornare indietro, fornisce anche un senso piacevole e di appagamento per il momento vissuto.

E’ possibile sfruttare la nostalgia per migliorare il proprio umore. Può sembrare un ossimoro ma, negli ultimi anni, le ricerche psicologiche sulle emozioni positive hanno evidenziato che il riportare alla mente episodi piacevoli del passato aiuta l’incremento del buon umore e la gestione degli stati d’ansia e stress (cito Barbara Fredrickson, ma anche Routledge). La nostalgia permette di aumentare la nostra autostima ed identificare e confermare i nostri valori e bisogni. Non solo… aumenta il desiderio di contatto sociale, di ricerca e di vicinanza dell’altro: ci piace condividere i nostri ricordi con qualcuno 😉

Ok… adesso te lo richiedo… a quale vacanza ripensi con più nostalgia? Cosa provi? Quali sensazioni ti scatenano questi ricordi?