Qual è il tuo peccato di gola? SOS sensi di colpa

peccato di gola.jpgSenza alcuna ombra di dubbio e soprattutto senza pensare al mio, già molto alto, colesterolo, posso dire col sorriso che il mio peccato di gola più grande sia scofanarmi una fettona di formaggio grana… praticamente tutti i giorni! E che goduria!!!

Ma cosa succede dopo? Come funziona la nostra mente quando facciamo qualcosa che sappiamo benissimo non avremmo dovuto fare? Quando eccediamo con il cibo, per esempio?

Beh… l’argomento “peccati di gola”, apre più o meno volontariamente :D, un discorso molto più ampio nel panorama psicologico, quello dei sensi di colpa!

Attenzione, non mi voglio riferire al mero senso di colpa per #fettadigrana, ma più in generale di come, la nostra mente, a volte a ragione (sempre secondo noi chiaramente), altre volte senza aver fatto realmente nulla di male, ci faccia provare questo sentimento molto… complesso.

Mettiamo caso che, già oberate di lavoro, rifiutiamo di aiutare la collega a terminare un lavoro; oppure che, al termine di una giornata molto frenetica, all’enesima richiesta del nostro parnter o dei nostri figli, rispondiamo in malomodo; o ancora non essendo riuscite ad organizzare bene il nostro tempo, non siamo state in grado di portare a termine gli obiettivi della giornata… ecco, possiamo provare dei sensi di colpa, diversi chiaramente, ma li lega un aspetto comune.

Il senso di colpa ha le fattezze di un dibattito, un dialogo interno, che avviene dentro la nostra mente. Proprio come accade in alcuni cartoni animati, dove si vede l’angioletto sulla spalla destra del protagonista e il diavoletto su quella sinistra che esprimono il loro punto di vista su una situazione e sulla nostra scelta. Il senso di colpa annuncia che le cose potrebbero andare diversamente da come vorremmo, ma non ne siamo sicuri, è un’emozione anticipatoria ad un possibile sviluppo degli eventi, comunque molto potente.

Hai mai pensato: “Se non aiuto Giulia a finire il lavoro mi considererà una persona poco disponibile, e a sua volta rifiuterà di aiutarmi quando ne avrò bisogno?” Ecco è il senso di colpa che ci fa pensare cose di questo genere, non abbiamo dati reali che sia così, e la consapevolezza che non siamo in grado di leggere nella mente degli altri sembra lasciare spazio ad epiloghi sempre melodrammatici. Il senso di colpa è strattemente legato al nostro livello di empatia: l’importanza che diamo alla situazione che stiamo vivendo, e ai rapporti interpersonali connessi all’evento, influiscono inevitabimente sul nostro sentire!

Che poi… è davvero colpa nostra? Come possiamo misurare il nostro senso di colpa e capire quanto rientra nella nostra responsabilità quello che sta accadendo e quanto invece è legato ad una sensazione immotivata e priva di fondamento?

A volte è importante essere in grado di cambiare punto di vista, di adottare una prospettiva differente, di indossare un cappello diverso (come direbbe De Bono) e rivalutare con occhi nuovi, magari quelli di un amico, e con parole meno giudicanti quello che stiamo vivendo, valutando il nostro operato in modo più…morbido 😉

In certe situazioni questo può essere molto utile e prezioso per modifcare la propria risposta emotiva a certi eventi ed avere un atteggiamento più lucido nel considerare le nostre reazioni. Provare per credere!!!

Qual è il tuo peccato di gola??? Sei un abile “gestore” dei tuoi sensi di colpa? Mi sveli il tuo segreto?

 

Ti compri spesso dei fiori? …emozioni allo sbaraglio :D

Si!!! Mi piacciono e  mi rallegrano. Chiaramente amo quando me li regalano… ma da giovane donna cresciuta con qualche idea femminista tramandata dalla mamma, nella mia totale autonomia me li compro volentieri, ma non disdegno la raccolta nei campi 😀

Margherite e girasoli i miei preferiti!

emozioni-fioriQualche tempo fa, durante un colloquio con una cliente, ho chiesto di descrivermi la sua casa. Si lamentava di provare forti sensazioni di ansia quando si trovava a casa da sola. Nonostante spesso cercasse episodi di solitudine, successivamente si pentiva di non avere accanto a sè delle amiche e confidenti nelle sue lunghe serate. Bene, una volta che mi ha fatto capire, a grandi linee, come fosse la sua casa (non tanto la grandezza,  quanto l’arredamento), le ho dato un compito… emh… mi capita di farlo, la prof che è in me esce in ogni occasione 😉

Il compito era facile, ma complesso forse nella sua realizzazione: avrebbe dovuto cercare di rendere più confortevole la sua casa. Scegliere foto per adornare le pareti, coperte o cuscini colorati per il divano, insomma quello che desiderava, ma che dal suo punto di vista avrebbero reso la casa calda e bella da vivere. Il mio obiettivo era quello di farle percepire le sue 4 mura non come non un luogo vuoto, ma silenzioso, non un luogo triste, ma fatto di piccole e piacevoli cose che le avrebbero permesso di sentire calore nel cuore appena attraversato l’uscio. Il rientro a casa non doveva essere vissuto come un momento ansioso, ma un’esperienza durante la quale circondarsi di cose belle che rallegrano lo spirito e l’umore e scelte da lei. La sua  casa, il suo spazio!

Beh è riuscita in poco tempo a crearsi il suo piccolo mondo, nel quale rifugirasi per avere sollievo da giornate impegnative. Con orgoglio mi ha mostrato delle fotografie di porte addobbate dai disegni dei nipoti, pareti ricche di immagini e frasi motivazionali (quelle le ho anche io!!!) e un mazzo di fiori bellissimo che si ergeva proprio all’ingresso.

Non conosco il linguaggio dei fiori, non mi sono mai interessata o appassionata all’argomento, mi piacciono e punto. Quindi non so cosa voglia dire avere qualche piantina di orchidea in bella mostra o il significato del mio giga vaso di lavanda, messo a dura prova da questo rigido inverno e dalle unghiette del mio coniglio, sul balcone. Ma la mia cliente, come me del resto, si è resa conto che i colori vivaci dei fiori, le forme asimmetriche di alcuni petali, il profumo di certe varietà di erbe aromatiche, cambiano la prospettiva: la casa è viva!

Quello che percepiva non è vuoto è silenzio!

E tu? Ti compri spesso i fiori? Quali strategie hai adottato per rendere la tua casa un luogo piacevole da vivere? Ti capita mai di sentirti un po’ troppo solo e nello stesso tempo la scarsa voglia o motivazione di stare in compagnia?