Come gestire un pensiero stressante? Mettiti in discussione!

Come nasce lo stress?
Quando valutiamo che un evento potrebbe essere minaccioso per il nostro benessere e fatichiamo a trovare una soluzione al problema ecco che cresce dentro di noi un senso di ansia e impotenza che, anziché favorirci nello sbrogliare la situazione ingarbugliata, ci fa vedere tutto nero.
Lo stress dipende quindi dal modo in cui leggiamo la realtà che ci circonda.

Ti sei mai chiesto come hai conoscenza del mondo? Come leggi il tuo mondo?
Hai consapevolezza di quello che ti circonda attraverso tre processi differenti, ma estremamente concatenati:
conoscere il mondo1. Percepisci la realtà (livello descrittivo)
2. Interpreti la realtà (livello inferenziale)
3. Valuti la realtà (livello valutativo)

Facciamo un esempio.

C’è molto traffico per strada (Descrittivo)

Il livello descrittivo ci permette di avere percezione della realtà e di descriverla così com’è: c’è traffico

“Probabilmente arriverò in ritardo al lavoro” (Inferenziale)

Il livello inferenziale ci permette di interpretare, a livello personale, gli eventi che viviamo: dato che c’è traffico probabilmente farò tardi al lavoro.

“Siccome arriverò in ritardo i miei colleghi penseranno che me ne frego, che mi sento superiore. Sono sempre in ritardo! Perderò la loro fiducia perché sono inaffidabile e nessuno vorrà più lavorare con me” (Valutativo)

In ultimo valutiamo la nostra realtà. In modo del tutto personale  l’esito di questa valutazione dà origine a emozioni, in questo caso negative.
Quando c’è una discrepanza tra i diversi livelli di lettura del mondo nascono i nostri pensieri irrazionali: non hai certezze che arriverai in ritardo, e anche se fosse non è assolutamente detto che i tuoi colleghi pensino quello che sei portato a immaginarti! Eppure i tuoi pensieri negativi hanno riempito la tua mente di scenari apocalittici e di emozioni incontrollabili. Anziché agire per trovare soluzioni alternative o altre letture della realtà ci perdiamo nel mare delle nostre convinzioni assolute e negative. Ci blocchiamo sotto il peso dell’ansia, della rabbia, dell’irritazione, spesso per qualcosa che non è ancora successo e che non sappiamo se mai accadrà, ma i pensieri negativi e le preoccupazioni annebbiano la nostra lucidità.
Lo stress ci fa vedere tutto nero, senza esclusione.
Come puoi uscire da questa trappola del pensiero?
Un modo efficace per imparare a gestire i tuoi pensieri negativi è mettere in discussione la voce interiore che ti porta a fare disastrosi film mentali su un tuo ipotetico futuro. Devi metterti in discussione! Metti in discussione la verità dei tuoi pensieri: cerca le prove!
cerca le proveGuarda ai tuoi pensieri come a delle supposizioni, a delle congetture e nulla più. Non sono nient’altro che questo. Delle ipotesi create da te.
Il fine non è quello di eliminare totalmente le emozioni negative che provi, ma di portarle sotto il tuo personale livello di sopportazione, offrendoti la lucidità necessaria per trovare una nuova chiave di lettura degli eventi e domare le tue credenze irrazionali.
Impara a considerare i tuoi pensieri come qualcosa di modificabile: sono opinioni.
Affronta le sfide e gli imprevisti cercando di dare nuovi significati alle tue sensazioni. I tuoi pensieri sono tuoi, sei il regista dei tuoi film mentali.
Anche se a volte lo dimentichi.

In quante case hai vissuto? Cosa ti porti a dietro quando cambi

35 anni e poco più, ad oggi vissuto in 3 case.

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La prima da figlia con la mia famiglia

La seconda nel mio periodo da dottoranda

La terza da libera professionista.

3 case. 3 vite.

Esperienze così diverse, così lontane l’una dall’altra che, se penso alla strada fatta, al tempo passato, ecc ecc ecc mi vengono i brividi.

La mente si attorciglia sui momenti passati, sulle scelte fatte o per quelle lasciate fare ad altri, per paura o pigrizia, per troppi dubbi o terrore di dover prendere delle responsabilità, che non sempre sentivo come mie.

Cosa ti porti dietro quando cambi casa?

Cosa ti porti dietro quando cambi?

Durante una delle mie lezioni in Cattolica affronto la tematica dello stress: come nasce, come si alimenta, come si misura, e presento alcune tecniche per imparare a gestirlo (#momentosecchiona)

Alla fine degli anni ’60 Holmes e Rahe conducono una ricerca finalizzata a capire quali siano i momenti più stressanti della vita delle persone. L’obiettivo era duplice: creare un elenco di eventi emotivamente stimolanti ed associare, a questa lista, un punteggio da 10 (evento significativo ma poco stressante) a 100 (evento significativo e molto stressante).

La cosa interessante, non ovvia bada bene, è che anche gli eventi piacevoli portano con sè momenti di stress. I ricercatori, nella loro “Scala degli eventi” (Social Readjustment Rating Scale – SRR) elencano 43 situazioni, che potenzialmente potrebbero accadere nella vita di un individuo, ed invitano i partecipanti a segnare quali, degli eventi descritti, hanno vissuto per capire in che percentuale il soggetto si senta stressato o possa soffrire nell’immediato futuro di sintomi correlati allo stress. Non ti snervo con cut-off o pesi, mi piaceva l’idea di farti pensare che anche le vacanze stressano 😉 ma forse già lo sapevi!

I periodi di ferie, il Natale, un traguardo personale o professionale raggiunto, il matrimonio e, eh sì, e anche il cambio di residenza ed il trasloco stressano!

Perchè anche le cose belle ci fanno sentire una forte ansia? Perchè i bei momenti possono essere accompagnati da sensazioni di stress ed inadeguatezza?

Beh perchè portano a dei cambiamenti, solo che non sappiamo bene a quali! Arriviamo al momento del “non so cosa mi succederà” e del “se mi dovesse andare male cosa faccio”? E carichiamo di pensieri, paure, ansie gli eventi, la maggior parte delle volte prima che accadano, provando emozioni ambivalenti e perdendo di vista una delle cose più importanti: come mi sento adesso! Cosa mi spinge a fare questo passo? Sono certa che ce la farò!

Non volevo fare una lezione sullo stress, e certamente non lo è! Ma farti riflettere che, tra gli altri episodi, anche cambiare casa – andando a coronare il tuo sogno di indipendenza, o il tuo desiderio matrimoniale – è molto molto attivante (per non dire stressante!).

La paura di cosa questo momento ti riserva, deve cedere il posto, una volta elaborata, alla consapevolezza che le esperienze vissute nella tua “vita di prima”, per quanto a volte complesse, ti abbiano dato molto ed offerto le basi per cavartela anche in questa nuova vita.

Nella prima casa ho imparato a fare il letto, a riempire la lavastoviglie con una precisione millimetrica e ottimizzando al meglio lo spazio, a cucire i bottoni, a stirare.

Nella seconda casa ho imparato a  cucinare, ho scoperto che i cereali creano dipendenza, che effettivamente non sono proprio fatta per stirare.

Nella terza casa ho capito che sono un x-man: grazie al mio cane adesso ho piena consapevolezza che non ho bisogno di molte ore di sonno, credo… Ho imparato che se non ti metti in gioco nessuno gioca per te, e che sono super fortunata perchè ho una famiglia.

Adesso passo la palla a te! In quante case hai vissuto? Cosa hai imparato? Lo sai cucinare il polipo affogato?